Amore e libero arbitrio nella moderna New York.

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i guardiani del destino 2011 george nolfi

A giugno è uscito nelle sale italiane il nuovo film con Matt Demon I Guardiani del destino e, per quanto possiate essere convinti detrattori dell’attore, questa volta non potrà che rendervi soddisfatti. Il miglior risultato del film è, dapprima, il senso di appagamento che avvolge lo spettatore non appena uscito dalla sala, per poi trasformarsi in dubbio, incertezza: cosa farei se qualcuno controllasse davvero la mia vita?
Ma andiamo con ordine, i punti di forza sono tanti e virtuosi.

La regia è precisa e coerente. La fotografia è entusiasmante, perfettamente adeguata alla trama e alla Grande Mela (esaltata come ai tempi del migliore Woody Allen). Alla colonna sonora di Thomas Newman viene dato finalmente il ruolo che si merita: il sottofondo di una vita, di un'avventura, di un'emozione, non protagonista totalizzante, né breve comparsa e, infatti, ci accompagna con forza e piacere per tutto il film. Infine, ultimo ma non per importanza, la sceneggiatura: un connubio di amore, liberalismo, predestinazione, fantascienza, e se vogliamo con vaghi rimandi thriller. Insomma, non ci fa mancare nulla. Indubbiamente, si sente l'influsso di una sceneggiatura ripresa dalla letteratura e, quindi, con una struttura e un vigore che si ritrovano solo nei migliori romanzi. Si tratta, infatti, di un adattamento dal libro di Philip Dick (Squadra riparazioni), ma dal suo lato anche il regista George Nolfi non è certo un dilettante in fatto di parole per il grande schermo (sono sue quelle di The Sentinel e di The Bourne Ultimatum). Il film nel suo complesso non perde di vivacità grazie alla parte più romantica e leggera, nonostante si possano derivare profonde e stimolanti riflessioni sulla libertà di scelta e di pensiero, Unica nota negativa è la traduzione del titolo che in inglese recitava: The Adjustment Bureau ma radicalmente cambiato nella lingua della penisola, forse, inserendo la parola Destino, per enfatizzare l'aspetto di ineluttabilità, forse per evitare il (voluto) collegamento a tutti i Bureau di controllo. Concludo con due ulteriori aspetti positivi. Il primo, una citazione e un ottimo consiglio per tutti noi: «Tutto quello che ho sono le scelte che faccio». Il secondo: ma quale donna non vorrebbe essere rapita per New York da un uomo in elegante abito scuro e Borsalino di feltro?

 


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